01 Agosto 2008

Aggiornamento

Non scrivo più ... qua dentro.
Oh dai siamo sinceri neanche fuori
Perchè?
...
Un po' perchè fa troppo "adolescente problematica", un po' perchè mi sono stufata e soprattutto perchè troppe cose brutte sono contenute qua dentro. Tante fasi della mia vita che si sono alternate, fra alti e bassi, tante persone che ho lasciato andare o mi hanno lasciata. Tendenzialmente ... in questo periodo mi sembra di essere capace di gestire solo una fase di vita alla volta, solo una versione di me stessa alla volta come se tutto quello che c'è stato prima venisse cancellato man mano che chiudo gli oggetti di quel periodo in una delle mie famose 'scatole dei ricordi'. Ma questo non è sano. Perchè le Me di prima compongo la Me di adesso.
E così finisco per essere un Essere senza memoria, senza passato, insensibile a quello che mi circonda.
Principalmente credo sia colpa del caldo che sposato alla mia pigrizia genera un'atarassia praticamente totalizzante (momento di autocompiacimento per l'uso spasmodico di paroloni nelle ultime righe)
Insomma, Jovani ... Non dimenticatemi, non vi ho dimenticati, solo che sono stufa.
Principalmente di me stessa quindi non fatevene un cruccio.

Giusto per dare qualche informazione personale, in questo periodo mi trovate in queste canzoni

India Arie "The heart of the matter"
Annie Lennox "Dark road"
Samuele Bersani "Una delirante poesia"
99 posse "Sfumature"
Otto Omh "Crepuscolaria"
I ratti della Sabina "Chi arriva prima aspetta"

 
02 Giugno 2008

Come perdere tempo inutilmente ...

 

Your results:
You are Hulk

Hulk
75%
Spider-Man
75%
Wonder Woman
75%
Supergirl
70%
Iron Man
65%
Robin
60%
Superman
55%
Green Lantern
50%
Batman
45%
The Flash
35%
Catwoman
30%
You are a wanderer with
amazing strength.

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Your results:<BR><B>You are <FONT SIZE=6>Hulk</FONT></B>
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16 Marzo 2008

Vi porto in dono una poesia

L'ho scoperta attraverso lo spettacolo "Volare" di Boris Vecchio.
Me la sono dimenticata.
Poi, per qualche ragione, è riaffiorata dal fondale limaccioso della mia memoria.
E ho deciso di regalarvela.
Perchè tutti abbiamo paura.
Perchè anch'io, nonostante tutto, ad un certo punto della mia vita avrò paura.
Perchè un po' di poesia serve sempre.
Soprattutto adesso che arriva la primavera.

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Pedro Salinas

 


 
02 Febbraio 2008

Ho capito cosa voglio fare da grande

LA SELEZIONATRICE DI CONCORRENTI DEL GRANDE FRATELLO

E sai perchè? Clicca qui
 
23 Gennaio 2008

Mi ghe son ...

Sabato 26 gennaio, ore 17, Piazza dei Signori, TREVISO

Undici autori del nord est : Mauro Covacich, Gianfranco Bettin, Romolo Bugaro, Alberto Fassina, Roberto Ferrucci, Marco Franzoso, Giulio Mozzi, Marco Paolini, Tiziano Scarpa, Vitaliano Trevisan, Gian Mario Villalta

Decine di poesie, brani, letture
Centinaia di parole, speranze, storie
Migliaia di pensieri che si intrecciano

Per saperne di più clicca qui o anche qui


Aggiornamento _ h 23.01, sabato 26 gennaio 2007

Mentre la maggior parte dei miei coetanei si trova in discoteca a rovinarsi l'udito e il fegato, io sono davanti al computer per condividere con i lettori di questo umile blog le parole dette oggi a Treviso. Essendo un resoconto altamente autobiografico inizio dicendovi che sono arrivata in piazza dei Signori con ben mezz'ora di anticipo. Essendomi recata nel suddetto luogo sola soletta, mi sono seduta su una delle panchine circolari e mi sono immersa nella lettura del libro che avevo ficcato nella mia borsa rossa della Feltrinelli prima di uscire, ovvero "La banda dei brocchi" di Johnatan Coe (libro che promette molto bene e che vi consiglio). Ero in attesa, ma non sapevo nemmeno io di cosa. Il centro di Treviso era chiuso al traffico per via del Carnevale, un numero di gente molto superiore alla media brulicava per le strade, ma in piazza non c'era un palco, un piano rialzato, un tappeto, un metro quadrato transennato ... niente che potesse darmi un'indicazione di dove si sarebbe tenuto il reading per cui avevo speso l'euro e settanta del biglietto ferroviario. Mentre leggevo, sentivo altre persone intorno a me parlare della cosa e anche loro cominciavano a nutrire il dubbio di essersi sbagliati a leggere e di essere capitati lì il giorno sbagliato.
Poi, quando l'enorme orologio che troneggia sulla piazza ha battuto le cinque, ho visto un nugolo di gente che si assiepava intorno ai tre gradini che costeggiano il caffè all'interno della Loggia dei Trecento.
Gli autori erano arrivati.
Per primo ha preso la parola Tiziano Scarpa. Sentivo poco o nulla di quello che diceva, nonostante fossi a pochi metri da lui. Qualche fila più indietro sono cominciate le lamentele "Non si sente!". Lui ha replicato "Mi dispiace, ma non abbiamo microfoni nè amplificatori".
Il caso ha voluto che proprio su quel lato della piazza sia uso suonare un gruppetto di peruviani, di quelli con la valigietta di cd appresso. I peruviani in questione sapevano il fatto loro e erano armati di un impianto audio di tutto rispetto. Che hanno immolato alla causa. Dopo pochi minuti, da un microfono abituato ai flauti andini, Tiziano Scarpa leggeva un passo della Bibbia, dal Vangelo di Matteo, versetti 31-46:
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna
Non sono credente, ma queste parole non mi sembrano malaccio...
In tutto ciò, un signore piuttosto anziano si era arrampicato fino a quel palco improvvisato e continuava ad urlare "No se pol tornar indrio!". Dopo pochi minuti è stato invitato ad allontanarsi. Mentre fendeva la folla, mi è passato a fianco "No se pol tornar indrio. Bisogna progredire. Andare avanti perchè il vero obbiettivo è il super uomo". La signora cotonata di fianco a me ha commentato lapidaria "L'è imbriago".
Dopo Scarpa, ha preso la parola Mauro Covacich. E' stato proprio grazie ad un suo articolo comparso su "La Tribuna" che sono venuta a sapere dell'evento. Lui ha scelto per l'occasione un brano dal racconto "Altri" di Goffredo Parise (il racconto si trova nel libro "I sillabari"). Il pezzo raccontava di un bambino che si sta godendo le vacanze al mare con la famiglia. Un giorno, in spiaggia, gli si avvicina un vagabondo che gli chiede di dargli qualcosa. Il bambino resta immobile, perso negli occhi infinitamente profondi dell'uomo, da cui ad un certo punto scende una lacrima. La mamma si accorge della situazione e scaccia in malomodo l'uomo, rimproverando poi il bambino per avergli dato confidenza. Il bambino guarda quella figura curva allontanarsi, mentre in sottofondo la mamma si lamenta della pigrizia dei bagnini che operano sulla spiaggia. Quella notte, e poi per tutta la vita, il bambino continuerà a chiedersi: "Chi era quell'uomo? Perchè ha pianto?". La domanda rimarrà per sempre senza risposta, ma il bambino imparerà a guardare alle persone non solo come corpi animati, ma come storie e groviglio di sentimenti.
E' stato quindi il turno di Gianfranco Bettin, che ha letto una poesia di Giacomo Noventa ("che più veneto di così non si può"): "Un giorno o l'altro mi tornarò"
Un giorno o l'altro mi tornarò,
no' vùi tra zénte strània morir,
un giorno o l'altro mi tornarò
nel me paese.
Dentro le pière che i gà inalzà
su le rovine, mi çercarò,
dentro le pière che i gà inalzà, le vecie case.
Sarò pai zóveni un forestier,
che varda dove che i altri passa,
sarò pai zóveni un forestier,
no' lori a mi.
Carghi dei sogni dei me vint'ani,
vedrò i burci partir ancora,
carghi dei sogni dei me vint'ani,
dal Piave al mar.
Cussì che in ultimo mi no' starò,
coi altri vèci intorno al fògo,
cussì che in ultimo mi no' starò
a dir "noialtri...".
E a un dei tósi che andarà via,
voltando i òci de nòvo al porto,
e a un dei tósi che andarà via,
ghe darò el cuor.

Noventa meriterebbe di essere più famoso.
Quindi, ha preso il microfono un uomo che, per qualche strano motivo, mi affascina in modo irrimediabile: Vitaliano Trevisan. Dopo qualche battaglia con il microfono, ha iniziato a leggere il suo pezzo. Proprio a causa di problemi tecnici, non sono riuscita a capire da dove fosse tratto. Si trattava di una descrizione del Veneto attraverso le sue attrative culinarie, attraverso i suoi luoghi dedicati al cibo. Non ristoranti di alta cucina e prelibatezze, ma i veri luoghi della cucina veneta: le osterie. Le migliori storie di questa regione passano per quei luoghi, perchè per quei luoghi passavano le vite, gli eventi, le storie con la esse minuscola e la Storia con la maiuscola. Sono riuscita a trascrivere un frammento di dialogo riportato nel brano, un superstite all'arrembaggio delle scariche elettriche a scapito del microfono peruviano: "Il riso è troppo molle. Se fosse cusinà ben doverae star in piè il cucchiaio".
Purtroppo non ho riconosciuto il quinto (e anche altri, noterete in seguito) scrittore. Comunque sia posso dirvi che ha letto un brano (credo, anzi immagino, inedito) scritto da una bambina di dieci anni.
"La lotta contro il razzismo dev'essere uno sforzo quotidiano. [...] Le parole possono ferire. [...] La lotta contro il razzismo inizia con un lavoro sul linguaggio, ma ha bisogno di perseveranza. [...] Se si lascia correre, se ci si volta da un'altra parte e si fa finta di non vedere, si lascia il razzismo crescere. [...] Ogni faccia è il simbolo di una vita. Ogni vita merita rispetto."
Avercela una figlia che scrive queste cose (sperando che i genitori non ci abbiano messo lo zampino!).
Il sesto autore (anche questo non identificato) ha scelto Raymond Carver, nello specifico un brano tratto dal suo ultimo discorso prima di morire, brano che si basa su una meditazione su Santa Teresa. E' il brano che mi è piaciuto più di tutti.
“E così lei non crede nell'immortalità dell'anima”, chiede d'un tratto il funzionario postale. “No, egregio Michail Averjanyc; non ci credo e non ho alcun motivo per crederci”. “Debbo riconoscere che anch'io ne dubito”, ammette Michail Averjanyc. “Eppure ho come la sensazione di non dover mai morire. Oh, a volte penso tra me e me: "Vecchio relitto, dovresti essere già morto!" Ma poi sento una vocina nell'anima che dice: "Non dar retta; tu non morirai". La scena finisce, ma le parole rimangono nell'aria come azioni. Nasce "una vocina nell'anima" che parla anche a noi. E anche il modo in cui abbiamo forse bandito dalla nostra mente certe idee sulla vita, o sulla morte, cede di colpo e inaspettatamente il passo a una fede, magari di natura fragile ma insistente. Molto tempo dopo che quello che vi ho detto vi sarà passato di mente, tra qualche settimana oppure tra qualche mese, e l'unica sensazione che vi rimarrà sarà quella di aver partecipato a una grande riunione pubblica, quando noterete la fine di un importante periodo della vostra vita e l'inizio di uno nuovo, nell'elaborare i vostri destini personali, provate a ricordare che le parole, quelle giuste, quelle vere, possono avere lo stesso potere delle azioni. E ricordatevi anche quella parola poco usata che è ormai quasi sparita dall'uso, sia in pubblico che in privato: t e n e r e z z a. Non potrà farvi male. E quell'altra parola: a n i m a - o chiamatela spirito, se preferite, se vi rende più facile rivendicare quel territorio. Non scordatevi neanche quella. Fate attenzione allo spirito delle vostre parole, delle vostre azioni. È una preparazione sufficiente. Non c'è bisogno di altre parole."
L'autore in questione, che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto sentire tepore nel cuore con queste parole (quelle giuste), ha concluso dicendo "Fate attenzione allo spirito delle vostre parole". [Grazie.]
Il settimo brano era tratto dal libro "La passeggiata" di Robert Walser. Un libro descritto dallo scrittore (ahimè, ancora non identificato) che l'aveva selezionato come un libricino sottile, ma molto forte, scandaloso per l'epoca e ancora attuale. Il libro non è rintracciabile on line (è edito da Adelphi per chi volesse acquistarlo) e quindi non posso fornire la citazione precisa, ma il brano in questione poneva una domanda fondamentale: "E' mai possibile che un uomo così riccamente abbigliato [...] non pensi neppure per un istante alle creature neglette [...]? Non si vergogna neanche un po' quel pavone?"
Eh sì ... Aveva avvertito che si trattava di un brano ancora attualissimo. E vorrei ricordare che eravamo a Treviso. Chi vive o ha avuto a che fare con il Nord Est e i suoi negozi di scarpe che spuntano come funghi in un campo di funghi potrà capire ancor meglio ...
L'ottavo scrittore (ancora un x-file) ha proposto una poesia di Bertold Brecht intitolata "
Le nostre sconfitte non provano nulla".
Una poesia stupenda, davvero appropriata, davvero incoraggiante. Purtroppo non riesco a trovarla on line ... Farò ulteriori ricerche cartacee e spero di supplire presto alla mancanza.
Il nono autore ad intervenire è stato Roberto Ferrucci. Ha scelto di leggere alcuni punti della Dichiarazione universale dei diritti umani che "me la lesse la maestra alle elementari durante l'ora di educazione civica, ma adesso non si fa più educazione civica".
Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3: Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Articolo 4: Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5: Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
Articolo 6: Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
Articolo 7: Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
Articolo 13: Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
Articolo 14: Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
Articolo 15: Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
Articolo 18: Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.
Articolo 23: Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 26: Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

La Dichiarazione universale dei diritti umani è stata scritta nel 1948. Sono passati sessant'anni e, come ha detto Ferrucci, è il caso di andarsela a rileggere.
Il decimo brano è stato una poesia di Konstantinos Kavafis: "Aspettando i barbari".
Che cosa aspettiamo cosi' riuniti sulla piazza?
Stanno per arrivare i Barbari oggi.
Perche' un tale marasma al Senato? Perche' i Senatori restano senza legiferare?
E' che i barbari arrivano oggi. Che leggi voterebbero i Senatori? Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
Perche' il nostro Imperatore, levatosi sin dall'aurora, siede su un baldacchino alle porte della citta', solenne e con la corona in testa?
E' che i Barbari arrivano oggi. L'Imperatore si appresta a ricevere il loro capo. Egli ha perfino fatto preparare una pergamena che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.
Perche' i nostri due consoli e i nostri pretori sfoggiano la loro rossa toga ricamata? Perche' si adornano di braccialetti d'ametista e di anelli scintillanti di brillanti? Perche' portano i loro bastoni preziosi e finemente cesellati?
E' che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.
Perche' i nostri abili retori non perorano con la loro consueta eloquenza?
E' che i Barbari arrivano oggi. Loro non apprezzano le belle frasi ne' i lunghi discorsi.
E perche', all'improvviso, questa inquietudine e questo sconvolgimento? Come sono divenuti gravi i volti! Perche' le strade e le piazze si svuotano cosi' in fretta e perche' rientrano tutti a casa con un'aria cosi' triste?
E' che e' scesa la notte e i Barbari non arrivano. E della gente e' venuta dalle frontiere dicendo che non ci sono affatto Barbari... E ora, che sara' di noi senza Barbari? Loro erano comunque una soluzione.
Marco Franzosi, l'undicesimo autore ad intervenire, ha scelto le parole del grande Giacomo Leopardi per il proprio intervento. Un pezzo da "La ginestra, o fiore del deserto" (I canti, XXXIV):
Nobil natura è quella
Che a sollevar s'ardisce
Gli occhi mortali incontra
Al comun fato, e che con franca lingua,
Nulla al ver detraendo,
Confessa il mal che ci fu dato in sorte,
E il basso stato e frale;
Quella che grande e forte
Mostra se nel soffrir, nè gli odii e l'ire
Fraterne, ancor più gravi
D'ogni altro danno, accresce
Alle miserie sue, l'uomo incolpando
Del suo dolor, ma dà la colpa a quella
Che veramente è rea, che de' mortali
Madre è di parto e di voler matrigna.
Costei chiama inimica; e incontro a questa
Congiunta esser pensando,
Siccome è il vero, ed ordinata in pria
L'umana compagnia,
Tutti fra se confederati estima
Gli uomini, e tutti abbraccia
Con vero amor, porgendo
Valida e pronta ed aspettando aita
Negli alterni perigli e nelle angosce
Della guerra comune. Ed alle offese
Dell'uomo armar la destra, e laccio porre
Al vicino ed inciampo,
Stolto crede così, qual fora in campo
Cinto d'oste contraria, in sul più vivo
Incalzar degli assalti,
Gl'inimici obbliando, acerbe gare
Imprender con gli amici,
E sparger fuga e fulminar col brando
Infra i propri guerrieri.
Così fatti pensieri
Quando fien, come fur, palesi al volgo,
E quell'orror che primo
Contra l'empia natura
Strinse i mortali in social catena,
Fia ricondotto in parte
Da verace saper, l'onesto e il retto
Conversar cittadino,
E giustizia e pietade, altra radice
Avranno allor che non superbe fole,
Ove fondata probità del volgo
Così star suole in piede
Quale star può quel ch'ha in error la sede.
Il buon Giacomo ...
Come Scarpa, anche Giulio Mozzi (dodicesimo) ha scelto un brano dalla Bibbia, precisamente dal vangelo di San Luca (20-35):
Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete,
perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.  Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.
Ho molte perplessità riguardo questo brano, ma forse uno studio più approfondito dei testi sacri protrebbe chiarirmi le idee.
Tredicesimo, Alberto Fassina ha selezionato uno stralcio dal libro di Truman Capote "Sanguefreddo". Anche qui niente citazione precisa, ma il brano descriveva una scena in cui la famelicità dei giornalisti si palesava in tutta la sua bestialità. Una scena che possiamo immaginare senza troppo fatica semplicemente ricorrendo a qualche immagine televisiva.
Infine, l'ultimo autore ad intervenire è stato Marco Paolini, ovviamente il più conosciuto dei presenti grazie alla sua attività di attore. Ha esordito ringraziando i peruviani per il loro impianto audio e ha invitato tutti i presenti a lasciare un contributo "per risarcirli dei soldi persi". Paolini ha ironizzato leggendo un ipotetico "articolo del giorno dopo" a proposito della manifestazione: "Gruppo di dissidenti deruba peruviani di impianto audio, impedendogli di lavorare". Dopo qualche battuta, l'attore è tornato serio. Ha detto "Treviso non è la città che mi ha dato i natali, ma si è presa la mia giovinezza" e ha spiegato perchè lui, loro, noi tutti ci trovavamo lì, in quella piazza, oggi pomeriggio, ad ascoltare voci distorte dall'amplificatore gracchiante parlare di uguaglianza: "Non siamo qui per voi, che siete nobili e presenti, ma per tutti quelli qui intorno, per chi in questa città è infastidito da quello che stiamo facendo". E' vero, il reading di oggi (perchè non si può chiamarlo manifestazione) non è nato certo per far cambiare idea a chi si è mosso apposta per essere lì, ma per dare un'immagine diversa di Treviso, del Veneto, del Nord Est, a chi ci vive ma anche a chi la conosce solo attraverso le notizie sui giornali e le affermazioni scandalose dello sceriffo Gentilini. "Il mondo è bello perchè è vario", ha continuato Paolini. "E' difficile arrivare in un posto diverso, sapere magari che tuo figlio va a scuola e fa fatica a capire, i compagni lo trattano con diffidenza. Siamo qui per dirvi che non siete soli." Quindi, ha letto dei brani dal libro "Gente di Treviso - Gente senza storia" in cui Bepi Vanzella ha raccolto le vicende di vita di Ugo, del Negus, di Piero, di Bistecca, di Ennio detto Spigoli e di tutti gli altri che negli anni hanno animato la vita della città e le sue osterie, le sue piazze, le sue vie, a volte magari in modo molesto, ma sempre disperatamente vitale. Dopo avere strappato risate e sorrisi, Paolini ha portato il saluto di Mario Rigoni Stern, che purtroppo non era potuto intervenire di persona, e ha concluso con queste parole: "Un mondo di vecchi è un mondo che ha paura. Rompiamo la solitudine."

Come avrete notato, gli autori erano ben più di undici (c'era anche il mitico Andrea Zanzotto, sempre arzillissimo) e non è stato per niente facile ricostruire il percorso intrapreso da questo gruppetto di avventurieri. L'ho fatto perchè ho pensato che sarebbe stato bello condividere questa parole anche con chi non c'era fisicamente oggi a Treviso. Si può essere d'accordo oppure no, ognuno ha la sua opinione riguardo all'integrazione, al razzismo e ai suoi mille argomenti, però è innegabile che riflettere su queste parole sia sempre un beneficio, un arricchimento e mai una perdita di tempo.
Ora è l'una e vado a dormire. Vi ringrazio per avere letto fino a qui.


 
13 Gennaio 2008

Tutta la verità sulla Disney

Premessa:

Allo scopo di elevare il valore artistico e culturale di questo blog ho deciso di inserire un post semiserio su un argomento assolutamente interessante e fondamentale ai fini della vostra formazione culturale. Il post in questione verrà scritto in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali.

 

Introduzione:

Qualche sera fa mi è capitato di vedere il cartone della Walt Disney “Il pianeta del tesoro” (2003) e di provare un sottile ma persistente senso di dejavu alla comparsa del personaggio del professor Delbert Doppler. Continuavo a pensare “Io quella faccia l’ho già vista”. Dopo avere escluso l’ipotesi che si trattasse di uno dei miei ex amanti, ho realizzato che mi ricordava tantissimo un personaggio (The Loughton Candidate per la precisione) presente in Cremaster 4 (1994), opera del poliedrico artista Matthew Barney.

 


Il riuscire ad individuare il collegamento mi ha regalato una soddisfazione non indifferente. Suddetto sentimento mi ha spinto a scrivere un post a proposito del debito artistico dei cartoni animati Disney nei confronti del mondo dell’arte.

 

Svolgimento:

 
Come quasi tutti sanno, “Biancaneve” è stato il primo lungometraggio animato realizzato dalla Disney. Per l’epoca si trattò di un’impresa titanica e costosissima e Walt Disney si sentì spesso dare del pazzo. Il film venne concluso nel 1937 e quindi venne realizzato in un periodo in cui il nazismo aveva già fatto la sua fosca comparsa sulla scena mondiale.

La storia di “Biancaneve” si basa sulla lotta fra il Bene, rappresentato appunto da Biancaneve/Snowhite, e il Male, incarnato nella Regina Cattiva. Molti ignorano che anch’essa possiede un nome (Grimilde), ma soprattutto ignorano che la regina del cartone riprende fedelmente le fattezze di una statua di Uta di Ballenstedt, una donna vissuta nei primi anni dell'undicesimo secolo. Ella fu una delle fondatrici della cattedrale di Naumburg, una piccola cittadina della Sassonia-Anhalt, e per questo le venne scolpito un ritratto, poi collocato con le statue degli altri fondatori all’interno della chiesa. La statua è stata considerata a lungo il prototipo della bellezza tedesca e proprio per questo Walt Disney, che la vide durante un viaggio in Germania nel 1935, la scelse per la sua Grimilde: il Male incarnato in Grimilde veniva così associato alla Germania e al nazismo.

 uta-grimilde

 

Lewis Carroll (vero nome Charles Lutwidge Dogdson) oltre ad essere un professore, un matematico ed un eccellente babysitter, fu anche scrittore. La sua opera più famosa rimane senza dubbio “Alice nel Paese delle Meraviglie” che, nella sua prima edizione, fu illustrata da sir John Tenniel. Le somiglianze sono chiare.

alice

cappelaio

 

Il castello delle favole è ormai una struttura architettonica abbastanza definita e condivisa nelle illustrazioni: alte torri sottili, figura slanciata, bandierine, un grande portone e molte finestrelle. Sicuramente il castello reale che compare in “La bella addormentata nel bosco” ha aiutato a definire il prototipo di castello fatato, ma per la sua realizzazione i disegnatori di ispirarono ad un castello realmente esistente: il castello di Neuschwanstein in Baviera.
(A quanto pare la Disney ha un certo debito con la Germania ... )

 

Sempre a proposito della Bella Addormentata, ho notato qualcosa di familiare nel copricapo della strega cattiva. Come per Doppler, continuavo a provare un senso di ‘già visto’. Ho realizzato che i disegnatori si sono probabilmente ispirati ad un dipinto di Goya, “Il sabba delle streghe” (1795). La forma delle corna è visibilmente la stessa, ma a dire il vero non posso affermare che l’ispirazione venga proprio da questo dipinto, soprattutto pensando alla sterminata tradizione iconografica legata alle figure demoniache. Comunque sia mi sembrava interessante fare notare questa somiglianza.

 

 

Una somiglianza che sicuramente molti notano è quella fra la statua della Sirenetta di Copenaghen e la Ariel disneiana. Questo parallelismo è quasi ovvio visto che la figura della sirenetta è ormai fissata, però ho notato che nella sequenza finale del cartone animato, cioè quando Ariel dallo scoglio osserva il suo innamorato prima che suo padre le faccia dono delle gambe, la sirenetta disneiana ha la stessa identica posizione (anche se speculare) della statua di Copenaghen.

(Scusate per il fotogramma sfocato. Non sono riuscita a fare di meglio.)

 

 

Un altro parallelismo ovvio è quello fra i Gargoyles del cartone “Il gobbo di Notre Dame” e i doccioni che realmente stazionano fra le guglie della cattedrale parigina. Comunque sia, ho cercato di stabilire delle esatte corrispondenze fra le versioni animate e quelle di pietra.

 

 

Infine, ho notato una chiarissima nonchè preoccupante somiglianza tra Pietro Gambadilegno e un personaggio italiano (ahimè) a noi molto noto.

Che la Disney peschi anche nell’attualità adesso?

 

Conclusione:

So già quali critiche potrebbero essermi mosse e suonano più o meno tutte come parafrasi della frase “hai scoperto l’acqua calda”. Può essere, però mi ha divertito cercare queste corrispondenze e spero vi abbia fatto piacere leggerne. Se ne notaste qualcun’altra, sarei lieta di aggiornare il post.


 

Aggiornamento:

Mi è stata segnalata una singolare somiglianza tra la versione in borghese di Macchianera, noto cattivo disneiano, e lo stesso
Walt Disney. Per saperne di più cliccate qui.
Grazie a Isuisu per la segnalazione!



 
02 Gennaio 2008

2008

Ho un proposito per quest'anno: niente propositi.


 
29 Dicembre 2007

Stasera mi sono innamorata

Di lei.

 
27 Dicembre 2007

Capodanno 2008 a Venezia

Cito dal  link http://magazine.voiaganto.it/articolo/capodanno-a-venezia-2008-il-bacio-dei-60mila/1131/

"Venezia Marketing Eventi e il sindaco Cacciari hanno predisposto ieri un’apposita conferenza stampa sul capodanno in piazza a Venezia 2008. Marco Balich, direttore artistico della società e longa manus dietro le cerimenie delle recenti olimpiadi invernali piemontesi ha dichiarato: ‘’Vogliamo che Venezia diventi la quinta immagine del Capodanno che passa nei tg e nei media di tutto il mondo, insieme a quella di Sidney, Londra, Parigi e New York. Abbiamo proposto un format, un gesto che si ripeterà ogni anno, legato al concetto di Venezia come città romantica e capitale della pace e dell’amore universale: il bacio.
Dietro al progetto ci saranno le sempre magnifiche coreografie di Doug Jack che ha già presieduto all’organizzazione di qualcosa come sei manifastazioni di apertura diolimpiadi.

Qualche info sul programma per chi si volesse gustare la festa di capodanno a Venezia.
Inizio previsto alle 22.45 del 31 dicembre con il primo bacio degli apripista: 200 coppie a sondare il campo di azione. Una serie di prove fino al conto alla rovescia scandito dalla Torre dell’orologio. Scoccata la mezzanotte la performance vera e propria con il bacio dei 60 mila.
Il costo previsto della serata si aggira sui 300 mila euro. Uno spettacolo entusiasmante di luci, colori, musiche rigorosamente di tono “romantico”. E lo spettacolo dei veneziani e dei turisti in piazza che iniziano il nuovo anno nel migliore dei modi possibili: baciandosi. Resta il problema per i single. Si consoleranno con tutto l’elemento scenico della serata e chissà che in mezzo a tutto questo miele collettivo non trovino qualche altro sventurato cuore solitario con cui condividere la serata… "

Per saperne di più www.venezialove2008.it

 
 
25 Dicembre 2007

Filastrocca di Natale

Oggi è Natale
E' un giorno speciale
In tutto il mondo feste e regali
Si mangia come si fosse maiali
Però dovremmo tenere in testa
che oggi non è la nostra festa
Grida forte anche tu:
BUON COMPLEANNO GESU' !



cristo compagnone

Cercate di mettere a frutto la giornata:
imparate oggi cosa vuol dire essere buoni e poi fatelo tutto l'anno.
BUON NATALE a chi ci crede e BUON SOLSTIZIO a tutti gli altri
 
24 Dicembre 2007

Perle di saggezza post automobilistica

Oggi ho guidato per dieci ore pressochè ininterrottamente. Ho avuto molto tempo per pensare.
Ecco quali sono state le perle di saggezza raccolte durante la giornata:

# è bello guidare sul ghiaino perchè è come avere il servosterzo
# le persone anziane più anni e meno denti hanno più abbondano con le mance
# non accettare mai una caramella alla frutta da una vecchina sconosciuta
# se cerchi qualcuno che ti tamponi, piazzati davanti ad un camion
# alle persone piace sentirsi buone quando arriva Natale
# la visibilità e accessibilità dei numeri civici è ancora un concetto astratto
# i nomi delle vie sono scelti in modo bizzarro e può capitare di ritrovarsi in via Belfiga
# se la presa accendisigari della tua auto è guasta, il tuo nuovo TomTom puoi usarlo come vassoietto per le bibite
# se l'uomo alla guida dell'auto davanti a te porta il cappello ... stagli lontano
# se la donna alla guida dell'auto davanti a te è così bassa che non si vede la testa dal finestrino ... stagli lontano


[...]
 
14 Dicembre 2007

Difendiamo le specie in via di estinzione

AMICI JOVANI! NON IGNORATE QUESTO POST! FATE SENTIRE LA VOSTRA VOCE!

DATE IL VOSTRO CONTRIBUTO IN DIFESA DELLE SPECIE IN VIA D'ESTINZIONE!


 panda   I PANDA

lupo I LUPI

koala I KOALA


LUTTAZZI DECAMERON I COMICI SATIRICI

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LA SOSPENSIONE DI DECAMERON
CLICCA QUI


 
12 Novembre 2007

Portate rispetto signori...

Sono dottora in Lingue e Scienze del Linguaggio.
Come dire... Non più studentessa, ma ufficialmente DISOCCUPATA!

Godetevi anche voi i momenti indimenticabili della giornata ...

laurea serenamariposa
 
31 Ottobre 2007

...

Ho appena finito di scrivere la tesi. Mi viene da vomitare.



Vado a nann ... zzz

 
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